venerdì 25 maggio 2012


Riceviamo e felicemente segnaliamo: 

Festival del TurismoResponsabile


Torna a Bologna per la terza edizione da domani al 3 giugno. Ci sono molti eventi interessanti. Purtroppo io sarò a Bologna solo lunedì, e negli orari del convegno "Verso la carta europea del turismo sostenibile e responsabile: la responsabilità sociale di istituzioni, imprese e viaggiatori" ... ho un impegno. 

“Sono circa un miliardo i viaggiatori internazionali: in un anno, nel mondo, quasi una persona su sei realizza un viaggio a scopo turistico fuori dal proprio paese. In un’epoca di interrogativi drammatici sulla sostenibilità del nostro modello di sviluppo e sull’impatto socio-economico ed ambientale dei nostri stili di vita, il turismo diventa oggetto di analisi e dibattiti che mostrano luci ed ombre. Il turismo rappresenta uno dei principali settori dell’economia mondiale, nonchè un’importante opportunità di sviluppo anche per i Paesi più svantaggiati. La crescita dell’industria ha tuttavia provocato anche impatti negativi su economie, culture, società e ambiente. La progressiva presa di coscienza dei limiti sociali e ambientali dello sviluppo turistico (e non solo) ha portato all’elaborazione e alla sperimentazione di modelli alternativi che valorizzano le potenzialità del turismo responsabile per lo sviluppo sostenibile, coinvolgendo istituzioni, operatori economici, turisti e comunità locali. A partire dagli anni ‘70, è nata quindi una riflessione critica sullo sviluppo del turismo tradizionale di massa che si è intersecata con quella globale sulla sostenibilità e, in seguito, con gli obiettivi di sviluppo e riduzione della povertà adottati dalle Nazioni Unite per il nuovo Millennio.


TAG: turismo responsabile 

giovedì 17 maggio 2012

Parigi dietro l'angolo


Quella francese non è la mia cucina preferita (troppo grassa e “formaggiosa”)  ma è sempre bello sapere di avere molte opzioni di scelta. Quindi l’apertura di La Cuisine de Cedric  a Imola, è stata per me un’ottima notizia. Ho aspettato un po’ ad andarci (anche per avere una degna occasione...il nostro quinto anniversario). Il locale non è molto particolare soprattutto per chi conosceva il bar-gelateria che c’era prima. La struttura è stata mantenuta, ci sono stampe e poster alle pareti, per dare un’atmosfera un po’ parisienne. In compenso la cucina merita. Pochi piatti selezionati, crepe, omelette, parecchio pesce e cozze. Per aperitivo portano un bicchierino di vino rosso e un piatto di assaggini, patè e un’ottima torta al formaggio di capra. Venerdì e sabato si suona jazz. Mi piacerebbe andarci qualche volta, in quell’occasione... Anche se sarà dura. E’ più facile portare me in un ristorante dove mettono formaggio in ogni piatto, che trascinare Massi a sentire del jazz (forse per il decimo anniversario, chissà...) 

viale Andrea Costa 33/a Imola
www.facebook.com/La.Cuisine.de.Cedric

Mini Reportage 72 ore a Parigi

domenica 13 maggio 2012

Giardini

Quando si diventa vecchie signore, si comincia inevitabilmente a notare luoghi e fenomeni di cui non ci si accorgeva prima. Per quanto mi riguarda, una di queste cose sono i giardini. Preferibilmente giardini storici, di ville antiche, tra i cui vialetti si può passeggiare romanticamente, sentendosi una contessa del secolo scorso invece di una poveraccia dell'attuale. Conoscevo da tempo I Giardini del Casoncello (di cui ho già scritto su Minube)  Recentemente ho scopertoche esiste anche un network di alcuni dei più bei giardini visitabili del paese. Si chiama Grandi Giardini Italiani; ben due dei giardini da sogno in Emilia Romagna si trovano nel raggio di 10 chilometri da casa mia. Uno, Villa La Babina, lo conoscevo. Villa Montericco Pasolini, mi manca e spero di colmare presto la lacuna.

(A destra un'immagine del mio giardino/cortile e della mia incantevole aiuola di iris che, anche se non sono una vecchia contessa, fa la sua porca figura)

martedì 8 maggio 2012

Organizzare un vacanza on line in meno di mezz'ora: consigli per gli acquisti

C'è anche gente che se deve organizzarsi una vacanza, non ci si raccapezza. Fortunatamente la rete viene in aiuto di questi sventurati proponendo strumenti sempre più "affilati". Anche io (che mi sono sempre autogestita e ho trovato gli alloggi migliori nei posti più improbabili) ho scoperto recentemente il piacere di Skyscanner, un sito che ti risparmia la fatica dello zapping infernale E-dreams/Expedia/E-dreams. Alla luce di tutto ciò riceviamo e volentieri pubblichiamo, segnalazione di www.yallayalla.it, agenzia viaggi online italiana specializzata nella prenotazione e vendita di pacchetti viaggio forniti dai migliori tour operator. Attraverso il suo sito è possibile, tra l'altro,  ottenere il calcolo automatico della miglior combinazione di camere per ogni gruppo di passeggeri in un solo click, avere preventivi complessi (ad esempio per gruppi di passeggeri o bambini di età differente). I prezzi sono garantiti al momento della prenotazione, ovvero non si rischia il temuto sovrapprezzo per aumento di carburante, vera cajenna di tutti i pacchietti turistici. 

Ho navigato un po' sul sito e trovo che la cosa più divertente sia scegliere la vacanza, leggendo da sinistra a destra, ovvero partendo dal prezzo. Ok, non è sempre il massimo ma si può fare qualche volta, quando non si resiste più a casa. C'è la sezione Last Minute, Last Second o Promozioni e sulla base del proprio budget si può scegliere dove andare.
Oppure si può continuare, come al solito, e partire dai desideri. Io, se potessi, sceglierei una di queste destinazioni qui...

                                                 Una paperella di gomma della famosa flotta "naufragata" nell'Oceano Indiano, logo dell'agenzia

lunedì 6 febbraio 2012

Kadayif per stranieri (e principianti)

Due sono le ragioni fondamentali per le quali non sarò mai una food-blogger. La prima è che mi annoia parlare sempre e solo di cibo, la seconda è che non so fotografare i miei manicaretti. Per quanto mi sforzi di creare luci e ambientazioni, i risultati sono sempre scarsi.  Questo groviglio bruciacchiato e poco stimolante è il mio esperimento (nonostante le apparenze, perfettamente riuscito) di kadayif. Ho scoperto solo in Italia questo dolce di origine ottomana; a Istanbul mi sono sempre persa nel mattoncini di baklava, trascurando il tradizionale dolce a "filini". Per rimediare all'imperdonabile mancanza, ho deciso di dedicarmi alla sua preparazione, con tutte le difficoltà che questa comporta.
Avvertenze: Il kadaif, come tutti i dolci turchi, è un dolce-dolce, per veri palati da dolce (mica gente che fa il tiramisù coi Pavesini e annovera l'ananas tra i dessert ...). Un'esperienza estrema ad alto indice glicemico. Sappiatelo.

Step 1) Procurarsi della pasta kadayif (o kataifi che dir si voglia, a seconda che la si consideri turca o greca) Forse si può trovare su internet. Io l'ho trovata a Modena, in un piccolo negozio turco, Anadolu Market (in via Piave, vicino alla stazione ferroviaria). Per chi se lo stesse chiedendo, sì ho fatto Imola-Modena per andare a comprare la pasta kadayif...

Step 2) Stendere i filini di pasta (che di per se' è neutra come la pastasfoglia) su una superficie liscia e spennellarli di burro o margarina fusa. Io ho scelto la margarina, per un insano quanto radicato pregiudizio nei confronti dei grassi vegetali ma probabilmente ho sbagliato. Usate pure il burro, viene meglio).

Step 3) Stendere un primo strato di filini in una pirofila da forno. Un paio di centimetri. Aggiungere una spolverata di noci spezzettate. (Volendo si può fare anche coi pistacchi, ma la noce ha più carattere, secondo me, e un leggero gusto amarognolo che col dolce del kadayif è "la morte sua").
Proseguire con un secondo strato di filini, sempre unti di burro e informare per circa 20-25 minuti a 200 gradi. 
Step 4) Preparare lo sciroppo di zucchero, sciogliendo circa 500 grammi di zucchero in acqua. Non saprei indicare la quantità di acqua. Fate vobis, tenendo presente che deve avere una consistenza sciropposa.  Aggiungete un poco di succo di limone. Io, che non so non prendermi delle licenze, ci ho aggiunto anche un po' di marmellata di rose (sempre da Anadolu Market). 

Step 5) Versare parte dello sciroppo sul dolce, più o meno a metà cottura. Si deve impregnare un po'. Il resto aggiungerlo quand il dolce è pronto. Si capisce dal colore della superficie che deve essere di un bel dorato. Dateci dentro con lo sciroppo. Lasciar raffreddare almeno un'ora.

Step 6) Afiyet olsun! 

Eventuale step 7) Fotografare il kadayif, metterlo in posa, preparare un çay di accompagnamento, pavoneggiarsi. 
Le solite cose, insomma. 

lunedì 2 gennaio 2012

In viaggio con Mr. Piccolo



“L’interlocutore sgrana gli occhi e si prepara ad attaccarti con violenza adesso che ha scoperto il tuo punto debole; il concetto che ha pronto è questo: non hai visto quel campanile? E allora che ci sei stato a fare in Argentina; non hai visto Les Halles? E che ci sei stato a fare a Parigi; non hai visto quella statua del Buddha? E che ci sei stato a fare in Sri Lanka. In pratica ti sei perso sempre quell’unica cosa che non avresti dovuto perdere”.

L’indispensabile premessa: io adoro Francesco Piccolo. Lo adoro da quando sono incappata per caso nei racconti di “Storie di promogeniti e figli unici”. E’ ironico, acuto, cinico quel pochino che non guasta. Mi piace, insomma. Sono partita quindi ben disposta alla lettura di “Allegro occidentale”.  Mr Piccolo racconta le avventure di turisti, viaggiatori, passeggeri vari, giornalisti e fotografi in viaggio-stampa (i famosi Turisti per Scrocco…). In realtà non c’è niente di più lontano dal comune mortale di chi viaggia, dallo Sri Lanka all’Australia, a spese di Marie Claire; eppure ci si immedesima sin dalla prima pagina in questo viaggiatore incantato dalle hall della business class, consumatore irresponsabile nei villaggi turistici, passeggero paranoico (quello che scruta dall’oblò le valige mentre vengono caricate nella pancia dell’aereo, non vede mai il proprio bagaglio e resta in ansia per tutto il volo). 

Mr Piccolo prende in giro se stesso e le nostre manie fuori casa, in nostro sguardo occidentale (o meglio, occidentale-centrico), le esasperazioni del mercato del turismo, i paradossi del “prodotto viaggio”, in maniera intelligente, senza limitarsi a ricalcare il solito “Noi italiani ci facciamo sempre riconoscere” o altri stereotipi che servono solo a rinforzare il pregiudizio che tanto vale stare a casa.  L’autore riesce a raccontare il senso della lontananza anche senza scomodare l’altra faccia del globo; lo fa nei capitoli ambientati a Roma, nel senso di solitudine di un one night love affair vissuto senza convinzione, o nella prestazione di una prostituta  africana (esperienza che l’autore non ha voluto farsi mancare e di cui riferisce con un misto di imbarazzo ed eccitazione, in modo davvero esilarante). 
“Allegro occidentale” è un libro vecchiotto; la prima edizione è del 2003 e al ritmo con cui oggi si bruciano i prodotti editoriali, nove anni è un'era geologica... ma vale la pena recuperarlo, per farsi due risate riflettendo. E viceversa. 

ALLEGRO OCCIDENTALE
Francesco Piccolo
Universale Economica Feltrinelli

lunedì 29 agosto 2011

Istanbul in pillole: 3) Kadıköy e l'odore del mare

Lungomare di Kadıköy
 Kadıköy è una zona periferica "balneare", sulla sponda asiatica di Istanbul.  Da' l'idea di essere quel posto dove i cittadini vengono la domenica a prendere aria e annusare il mare. 
Qualcuno in lontananza fa surf, qualcuno si limita a godersi il dondurma (sono andata nel famoso e pluriconsigliato Ali Usta... ok, il gelato è buono, ma bisogna prendere quello da almeno 4 lire, perchè quello da 2 è piccolo piccolo. E ricordarsi di farsi mettere la salsa al cioccolato sopra...'che quel cioccolato caldo che si solidifica al tocco del gelato e poi fa crock sotto i denti, è un'esperienza che da sola vale il quarto d'ora di traghetto). Un zona carina, quasi totalmente unturistic, con molte bancarelle di libri usati, antiquari, atmosfera tranquilla. 
Nulla da eccepire, però per me il luogo ideale per annusare il mare resta Eminönü. La puzza di pesce sul ponte, il caos del traffico, la vista su Galata che non riesce a smettere di incantarmi. Eminönü è per me l'odore del mare di Istanbul. 

Nello "skyline" acquatico di Istanbul, Kadıköy si riconosce da lontano
per queste enormi gru che diosololosa a cosa servono...